Il libro

Ogni giorno ci troviamo di fronte a migliaia di futuri possibili. Ci comportiamo in modo automatico, guidati da abitudini e da convinzioni. Scegliamo cosa fare spesso in modo inconsapevole e ogni singola decisione può far prendere alla nostra vita una strada oppure un’altra. Viviamo sul sottile equilibrio tra istinto e ragione.
Questo libro racchiude le storie di Michele Cassetta, le illustrazioni di Tommaso Torelli, la musica di Gianluca Petrella, le fotografie di Giulia Cassetta ed è il frutto di due anni di tour nei teatri italiani.

LE PREFAZIONI

Una guida al vivere consapevole

di Valerio Evangelisti

C’è qualcosa di rinascimentale in Michele Cassetta. Come defi­nire altrimenti qualcuno che è medico d’eccellenza, appassionato di musica, interprete teatrale, filosofo, psicologo e adesso anche scrittore o, per meglio dire, poeta? Non è facile, ai giorni nostri, trovare personalità in grado di svolgere tutte queste attività assieme, e ognuna con eguale passione.
Perché parlo di “poeta”? Perché la poesia è un anello di congiunzione tra la letteratura e la musica. Ora, la prosa garbata, nitida, essenziale di Michele Cassetta scavalca il piano meramente narrativo e si congiunge perfettamente alla colonna sonora – sempre raffinata e di altissima qualità – dei suoi spettacoli. Ma anche chiamarli “spettacoli” è riduttivo. Le piccole, importanti storie che vi vengono raccontate, e che questo libro riporta, contengono verità, indicazioni, visioni utili per la vita quotidiana, ma anche allusive di un modo di essere e di percepire se stessi e il mondo. Filosofia, dunque, esposta a tocchi delicati, con parabole non moralistiche. E senza traccia di retorica.
Il fine è la cura del nucleo profondo della malattia corporea, psichica e sociale, come si addice a un medico fuori del comune. Fare un passo verso il modo di vivere che Cassetta addita è già una terapia. Per cui mai l’autore rinuncia alla propria vocazio­ne intima, di curare attraverso una comunicazione umana, efficace, benefica. E le melodie pensose del jazz sono un viatico emotivo che esalta la forza delle parole. C’è coerenza in tutto ciò, come in tutte le attività che Cassetta – caso che credo unico – riesce a miscelare senza mai contraddirsi.
Ci si deve abbandonare alla loquela elegante, sobria, persuasiva di questo esperto in umanità. Musica e disegni aiutano. Si avrà in cambio una certezza di percorso, instillata a gocce di aneddoti, esempi, suggestioni. Ci si troverà arricchiti, quanto meno di una consapevolezza che nel Rinascimento alcuni sapienti coltivavano, smarrita quasi per intero nella cacofonia odierna. Per fortuna esiste ancora un Michele Cassetta capace di prenderci per mano e di farci riflettere su noi stessi e sul sentiero migliore verso i nostri destini.

Il linguaggio delle emozioni

di Paolo Fresu

Quali sono le relazioni tra improvvisazione musicale ed emisfero cerebrale?
È difficile liberarsi dall’idea del mistero creativo e dunque porre questioni su istinto e ragione che sono di natura fisica e neurologica. La musica è definita il “linguaggio delle emozioni” e di certo queste passano attraverso il cervello attivando alcuni centri di piacere che stimolano l’attività cerebrale.
Improvvisare richiede una velocità di pensiero tale da dover necessariamente collegare la mente con quell’inafferrabile che chiamerei romanticamente “spirito”. Significa utilizzare il proprio strumento, qualsiasi questo sia, per portare all’esterno le nostre idee maturate e sedimentate grazie allo studio e all’apprendimento, ma anche il nostro stato d’animo e l’espressione della nostra personalità. Se siamo capaci di fischiare o di cantare una frase o un pattern siamo teoricamente in grado di suonarlo con qualsiasi strumento dando al nostro cervello l’input per gestirne il successivo processo.
È quello che fa Gianluca Petrella con il suo trombone ogni qualvolta sceglie ed emette una nota, è il suo cervello a fungere da centrale operativa comandando pensieri ed emozioni stimolato da quel qualcosa d’inafferrabile al quale attribuiamo il nome ispirazione, pathos, poesia, emozione.
A quale velocità camminava la mente di Charlie Parker durante uno dei suoi assolo mozzafiato? E quello di Jay Jay Johnson? E Miles Davis con le sue poche note ponderate? Un assolo ben costruito necessita di una progettualità che richiede un grande lavoro di pensiero, come richiede un grande disegno il suonare uno strumento a fiato che può emettere diverse note con lo stesso pistone o con la coulisse. Grazie alle posizioni di una tromba, o di un trombone, si possono ottenere tutte le note della scala cromatica e questo permette di eseguire qualsiasi melo­dia, cosa che presuppone un costrutto mentale di grande rigore oltre allo sforzo di riconoscere gli impasti sonori che formano la ricca tavolozza timbrica. Timbro e colore sono a volte anche la metafora della distorsione mentale dell’artista. Una sorta di stretching neurologico che può divenire patologia alla ricerca dell’ispirazione perenne e che Gianluca Petrella racconta con arte in La Mente Latente grazie all’ausilio di suoni elettronici e digitali. D’altro canto Michele Cassetta traccia i ritratti di Chet Baker, Billie Holiday, Frida Kahlo, Jaco Pastorius o Henry Dryer indagando, grazie anche alle immaginifiche illustrazioni di Tom­maso Torelli, il rapporto tra genio e creatività in quell’equilibrio tra drammaticità e tensione, scuotimento dell’arte e visione, che rap­presenta uno dei misteri della mente. Mistero che ci spinge, tutti e irrefrenabilmente, verso la creazione.

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